Cellule adulte differenziate e riprogrammazione genetica


Nell’agosto 2006 il gruppo di ricerca giapponese guidato da Shinya Yamanaka alla Kyoto University, aveva dimostrato per la prima volta che cellule differenziate adulte possono essere ringiovanite allo stadio iniziale di cellule staminali pluripotenti simili a quelle che si trovano nell’embrione precoce.

La tecnica usata viene chiamata riprogrammazione genetica e si basa sull’espressione di 4 geni ( geni masters - Oct4, Sox2, Klf4, c-Myc ) che da soli sono capaci di riportare indietro l’orologio biologico delle cellule agli stadi iniziali del loro sviluppo. Si tratta di una vera e propria macchina del tempo genetica per cellule. Nessuno fino allora aveva mai pensato che con appena quattro geni fosse possibile cambiare la natura delle cellule.

La scoperta ha aperto un campo di ricerca incentrato sullo sviluppo di un nuovo tipo di cellule staminali e dei meccanismi biologici alla base della riprogrammazione cellulare. Negli ultimi due anni le scoperte hanno avuto una forte accelerazione, e sono state realizzate in particolare dai gruppi guidati da Yamanaka ( Giappone ) e da Rudolf Jaenisch ( Stati Uniti ): hanno permesso di derivare lo stesso tipo di cellule anche dall’uomo tramite riprogrammazione di fibroblasti della pelle adulta.

Esistono però ancora delle problematiche importanti che al momento ne impediscono l’uso terapeutico. Prima di tutto l’uso di vettori retrovirali per esprimere il cocktail genetico può causare mutazioni non volute e potenzialmente avverse. E’ inoltre possibile l’insorgenza di tumori dovuti alla rara eventualità della riattivazione dei geni riprogrammatori nelle cellule differenziate.

Gli attuali studi di riprogrammazione sono la naturale prosecuzione degli studi fatti nell’ultimo decennio sulle cellule staminali embrionali. ( Xagena_2008 )

Fonte: Telethon, 2008